“A più tardi!”: superare l’ansia da separazione


Che sia a una settimana, a uno o a sei mesi di vita, prima o poi arriva il momento in cui le mamme (e i papà) si separeranno dal loro bimbo, anche solo per qualche ora.

Solitamente questo primo distacco è causa, soprattutto nelle mamme, di stress e ansia. Non è qualcosa necessariamente legato alla ripresa del lavoro: magari i genitori vogliono semplicemente trovare un momento tutto per loro o ci rendiamo conto che andare a fare la spesa è decisamente più semplice se spingiamo il carrello* invece della carrozzina

*[i bambini possono essere messi comodamente a sedere nel carrello del supermercato quando cominciano a stare seduti da soli, senza cadere di lato. Ma se sono ancora nella fase “lecco tutto”, potreste trovare che sia effettivamente poco igienico, per loro, assaggiare il maniglione del carrello: per questo hanno inventato il copricarrello].

L’ansia da separazione colpisce sia le mamme che i papà, con tempi e modi diversi da genitore a genitore.

Pur consapevoli che il bambino starà benissimo e pur riponendo piena fiducia in chi si occuperà di lui in nostra assenza, siano nonni, baby sitter, educatrici, vicini di casa e via dicendo, è difficile convincersi davvero che non c’è nulla da temere. Noi genitori sappiamo che spesso siamo più preoccupati dei nostri bambini e che se ci mostriamo ansiosi non faremo altro che trasmettere questo disagio anche a loro, perciò cerchiamo rassicurazione.

E dove trovarla se non in un buon libro?

Ecco quindi il nostro suggerimento di lettura: invece di un manuale di psicologia, pedagogia e puericultura, vi proponiamo un volume di una casa editrice specializzata per l’infanzia. Tutto in questo libro è rassicurante: il grande formato, il testo chiaro e rimato, i disegni, che senza perdersi in dettagli dispersivi raccontano il quotidiano, con i suoi oggetti e i suoi spazi.

Sembrerebbe un libro per bambini, ma è speciale, quasi magico.

Leggendolo al proprio bimbo, anche se ha solo poche settimane di vita, gli adulti vi trovano quella sicurezza di cui avevano bisogno: salutarsi e ritrovarsi sono, nel libro, gesti abituali vissuti da grandi e piccini in tutta tranquillità. E così capiamo che effettivamente è vero, il distacco è spesso più difficile per noi che per loro.

“A più tardi”, di Jeanne Ashbé (Babalibri).